VI RIPROPONIAMO IL SERVIZIO DA NOI PUBBLICATO OLTRE UN ANNO FA. OGGI, 17 NOVEMBRE 2016, REPUBBLICA PUBBLICA UN ALTRO REPORTAGE NEL NOSTRO MAJLEND SU QUESTO LUOGO INCREDIBILE. E NOI SIAMO ORGOGLIOSI DI LUI
Sine sole
Nacque tutto quasi per gioco. L´architetto Bonzani stava disegnando una meridiana sulla facciata della chiesa quando il sindaco Pier Franco Midali esclamò: “Lascia pure vuoto da Novembre a Febbraio tanto il sole non c´è!”
A Viganella è toccato il destino di tanti borghi alpini nascosti nelle anguste valli montane, manca il sole. Il sole ci sarebbe anche, ma i raggi non arrivano. Ci è arrivato invece l´uomo, costruendo case e villaggi fin dai tempi dell´età del ferro. Oggi facciamo fatica a capirne il perché. Non si fa invece fatica a capire perché Pier Franco si sia lanciato in un´impresa unica. Ha deciso di riportare la luce nel paese costruendo uno specchio da fissare nella montagna antistante in modo da avere, di rimbalzo, la luce. Un Icaro dei nostri tempi che nel giro di alcuni anni porta a termine questa impresa e nel 2006 inaugura Lo Specchio, opera unica al mondo.
Il clamore non si fece attendere, arrivarono inviati di molte testate internazionali ed un premio da New York. C´è stato addirittura un caso di emulazione; l´amministrazione del paesino norvegese Rjukan ispirandosi al comune italiano, costruì uno specchio ancora più grande per illuminare i suoi concittadini.
La condizione di ombra costante di quei tre mesi invernali ha influito molto sulla vita degli abitanti della zona. Ne è un esempio evidente la festa che si celebra in paese il 2 Febbraio, un rito pagano che nel corso dei secoli è stato cristianizzato, La Madonna Candelora. Le signore si vestono con gli indumenti tradizionali portando con sé delle lunghe esili candele; un abete di 4 metri viene addobbato nella piazza con calze, formaggi e salumi. Gli uomini lo porteranno poi dentro la chiesetta che per l´occasione si riempie fino all´orlo. Festeggiano l´uscita dall´oscuritá, che per tre mesi gli attanagliava.
Fa freddo a Viganella, c´é silenzio, quiete. Dopo la chiusura di alcune fabbriche siderurgiche la popolazione ha iniziato a decrescere lentamente. Il turismo non è molto sviluppato e cosí i paesini della Valle Antrona sono lasciati a loro stessi. Incontro un signore di Milano che da anni ormai viene a Viganella: “Con 10 mila euro mi sono comprato una casa mezza diroccata che ho risistemato. Qui sto bene, lontano dalla cittá e dal caos. Ora abbiamo pure lo specchio, meglio di cosi!”
Midali non è piú il sindaco del paese ma confessa: ”ora vogliamo far arrivare sul crocifisso della chiesa la luce dello specchio, un rimbalzo doppio che ci farebbe anche risparmiare sulla bolletta della luce. Stiamo aspettando l´ok della sovrintendenza”.
Viganella come esempio di una piccola utopia che si realizza. Fiat Lux, e luce fu.