LE RADICI CELTICHE DI HALLOWEEN

Data: ottobre 28, 2021

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– di Giulia Caruso – Tutti ormai conoscono Halloween, la festa delle zucche spettrali, delle carovane di bambini vaganti di porta in porta nel rito del “dolcetto o scherzetto”. Sbarcata da qualche anno anche in Italia, sull’onda di un clamoroso successo commercial cinematografico made in Usa, coinvolge anche moltissimi adulti che colgono l’occasione per ubriacarsi, magari travestiti da zombie o da strega cattiva. Ma non tutti sanno che Halloween è la pallida, e forse un po’ ridicola, versione moderna di Samhain, (pron. So-win) importante festività stagionale celtica che affonda le sue radici nella notte dei tempi. Una tradizione che oggi soprattutto nei paesi anglosassoni, i seguaci del neo paganesimo di ritorno festeggiano, nel tentativo di riesumare lo spirito degli antichi riti.

Tra mito, magia e realtà 

Secondo alcune fonti, le prime notizie su Samhain risalgono a più di 2000 anni fa, quando, presso le popolazioni celtiche di Irlanda e Gran Bretagna, la ricorrenza marcava la divisione dell’anno tra la stagione della luce (estate) e quella dell’oscurità (inverno). In questa notte, secondo la tradizione druidica, il velo tra questo e l’altro mondo diventava più sottile che mai, permettendo il passaggio delle anime dei defunti nel mondo dei vivi. Gli abitanti delle comunità agricole accendevano falò e preparavano grandi quantità di cibo per i festeggiamenti intorno al fuoco, a cui partecipava tutto il villaggio, capi clan e druidi compresi. Tutti indossavano costumi e maschere demoniache con lo scopo di tenere lontani gli spiriti maligni. Secondo i Celti, a Samhain, il sole scendeva nell’Oltretomba spingendo il Signore degli Inferi a vagare sulla terra accompagnato da un esercito di fantasmi, fate cattive, folletti e una miriade di demoni di ogni forma e natura. Per cui, il cibo rituale aveva lo scopo di placare gli spiriti e attirarsi la benevolenza delle potenze ultraterrene, tenendo alla larga, malattie e carestie, assicurandosi un buon raccolto. Il “dolcetto” può rappresentare l’offerta rituale e lo “scherzetto”, il mare di guai che potrebbe abbattersi sulla testa di chi si rifiuta di accontentare la richiesta. 

Riti antichissimi nell’Irlanda dei Misteri 

Nell’Irlanda celtica le colline di Tlachtga e Tara, nella valle del Boyne costituivano il fulcro principale dei riti di tutta l’isola. Tlachtga era il luogo del Grande Fuoco che veniva acceso alla vigilia. Importanti scoperte archeologiche hanno dimostrato che nel sepolcro neolitico che orna la collina di Tara, il passaggio d’ingresso al tumulo è allineato con il sorgere del sole in coincidenza con la fine di ottobre, tempo di Samhain. L’edificio che presumibilmente risale al 4000 A. c. costruirebbe la prova a conferma della teoria secondo cui Samhain fu celebrata molto prima che i primi Celti arrivassero in Irlanda. Le celebrazioni di Tlachtga potrebbero aver avuto origine da antichissimi riti della fertilità, tradizione che nel corso dei secoli si sarebbe fusa con altri rituali, portati dalle popolazioni celtiche al loro arrivo sull’Isola durante l’età del ferro. Ancora oggi, alcuni gruppi neopagani continuano a celebrare Samhain secondo la tradizione celtica, attirando nella Boyne Valley, visitatori da tutto il mondo. 

Mutazioni in chiave cristiana 

Con l’avvento del Cristianesimo nelle isole britanniche, molti riti cristiani si fusero e incorporarono molti rituali pagani con lo scopo di favorire l’evangelizzazione di quelle terre senza creare troppi conflitti con le popolazioni locali. Fu così che Papa Gregorio III (731-741) istituì la festa di Ognissanti per soppiantare Samhain. La Chiesa se ne sbarazzò definitivamente nell’anno Mille, sostituendo il culto dei morti della tradizione celtica con la commemorazione dei defunti. Nei primi secoli comunque, la versione cristiana, riprendeva quella pagana, con fuochi e processioni in costume di santi, angeli e diavoli. La celebrazione di Ognissanti era anche chiamata All-hallows o All-hallowmas ( dall’antico inglese Alholowmess che significa Ognissanti) e la vigilia, All-hallows Eve e infine, Halloween. 

Jack O’ Lantern, il Diavolo e la Zucca 

La tradizione delle zucche intagliate con tanto di occhi, naso e bocca ghignante, deriverebbe da un antico racconto popolare irlandese che aveva come protagonista Stinky Jack, un furbo ubriacone che si vantava di essere capace di ingannare il diavolo. Una sera fece una scommessa convincendo i suoi amici che avrebbe invitato il diavolo a bere e non avrebbe pagato il conto. Detto fatto, invitò il Maligno in persona e alla fine della serata lo convinse a trasformarsi in una moneta per pagare le bevande. Il diavolo che invece mirava a impadronirsi dell’anima di Jack, accettò di buon grado. Solo che Jack, essendo ubriaco, si dimenticò di pagare e si mise la moneta in tasca accanto a una croce che da buon cristiano si portava sempre dietro. Di fatto la croce impediva al diavolo di riprendere la sua forma originale tenendolo cosi prigioniero nella tasca di Jack. Alla fine, con le buone o con le cattive, il diavolo convinse l’uomo a liberarlo promettendogli non solo di lasciarlo in pace, ma anche di rinunciare alla sua anima quando sarebbe morto. Quando alla fine Jack morì, Dio non lo fece entrare in paradiso ma anche il diavolo, ricordando il patto, non lo fece entrare all’inferno, condannandolo invece a vagare sulla terra in mezzo alle tenebre munito solo di un tizzone ardente, per l’eternità. Jack, uomo dalle mille risorse e che, è il caso di dirlo, ne sapeva una più del demonio, intagliò una rapa per farne una lanterna che nel corso dei secolo fu soppiantata dalla zucca, simbolo definitivo di Halloween fino ai nostri giorni. 

Halloween va in America

Seguendo le rotte degli irlandesi che spinti dalla grande carestia del 1840 emigrarono a milioni negli Stati Uniti, ritroviamo le tradizioni legate al culto della terra e delle stagioni in versione riveduta e corretta, tra cui Halloween che nei suoi primi anni americani vedeva giovani e giovanissimi in costume, girare di porta in porta chiedendo dolci o denaro. Le ragazze irlandesi credevano che nella notte di Halloween si potesse indovinare il nome del futuro marito guardandosi allo specchio recitando formule magiche. All’inizio del 900, la festa perse la maggior parte delle sue sfumature religiose e superstiziose per trasformarsi in una specie di carnevale con carri e sfilate in costume. Tra il 1920 e il 1950 riapparve anche la secolare pratica del dolcetto o scherzetto ma solo per i bambini. Da allora, la festa yankee delle zucche ha continuato a crescere, spargendo il suo rapinoso fascino in altri angoli del pianeta.

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