La Verona di Dante: un viaggio in video per scoprire i luoghi del Poeta in città. Con Francesca Barra e Claudio Santamaria.

Data: gennaio 13, 2021

In: COSTUME E SOCIETà, BENI CULTURALI,

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La giornalista Francesca Barra e l’attore Claudio Santamaria sono i protagonisti di un viaggio in video sulle tracce dei luoghi di Dante Alighieri a Verona

Il video, curato dal regista Fabrizio Arcuri, dal titolo La Verona di Dante è disponibile sul canale YouTube del Comune di Verona al link :

La Verona di Dante

La Verona di Dante fa da prologo molto scenografico al progetto:
Dante a Verona 1321-2021 che vedrà, per l’intero 2021,
tutta la città scaligera coinvolta – dal Comune all’Università, dalla Diocesi ai teatri cittadini, a varie istituzioni e associazioni culturali – in un omaggio
al Sommo Poeta con iniziative di spettacolo, arte e cultura.
Piazze, strade, palazzi, musei, dimore storiche, chiese e cortili risuoneranno dei versi del padre della nostra lingua, che a Verona trovò rifugio negli anni dell’esilio.

La Verona di Dante attraverso immagini suggestive e le voci dei suoi interpreti, guiderà il visitatore lungo un cammino coinvolgente
alla scoperta di antichi segni ma forse aprirà sguardi nuovi anche sul presente. Restituirà, insieme a emozioni suscitate dai versi danteschi e dalle parole di un cronista-narratore d’eccezione come Francesca Barra,
un ritratto poco conosciuto di una città dove il Sommo Poeta ha vissuto per un lungo periodo lasciando importanti tracce del suo passaggio.

Francesca Barra e Claudio Santamaria.

Francesca Barra, come una novella Beatrice,
accompagna gli spettatori all’interno di un racconto per immagini
a partire da un testo originale composto dalla scrittrice veneziana Ginevra Lamberti, vincitrice del Premio Mondello 2020 con il romanzo Perché comincio dalla fine (Marsilio). Le musiche originali sono di Giulio Ragno Favero mentre la parte video è curata da Colorful Mind.

Il compito di evocare l’universo dantesco è affidato alla voce inconfondibile di Claudio Santamaria, volto simbolo del nuovo cinema italiano. Santamaria già vincitore nel 2016 del David di Donatello come miglior attore protagonista nel film Lo chiamavano Jeeg Robot,
intervallerà il racconto declamando brani tratti dalla Divina Commedia e dalla ricca produzione dantesca. 

«Si tratta di un mediometraggio a metà tra il documentario e la fiction – precisa il regista Fabrizio Arcuri. Abbiamo immaginato insieme a Ginevra Lamberti, che ne ha dapprima realizzato un breve racconto. La storia di una coppia, che decide di incontrarsi a Verona, perché è romantica dice lui, perché è avventurosa dice lei». 

«Così la nostra Francesca – prosegue Arcuri – lancia un gioco al suo consorte e si fa rincorrere scegliendo il percorso dantesco della città. Claudio si ritrova, suo malgrado, coinvolto in una sorta di caccia al tesoro. Almeno se vuole rivedere le stelle, che in questo caso sono rappresentate dalla donna amata. Avremo quindi le immagini di una Verona meno abituale che compongono un itinerario alternativo e ulteriore che si dipana tra i luoghi medievali della città. Ci è sembrato un omaggio insolito e curioso a una delle tre città dantesche nell’anno dei festeggiamenti».

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